L’edificio del Teatro Nazionale a Iaşi fu inaugurato nel 1896, dopo due anni di lavori, sul luogo del vecchio municipio.

In una solenne cerimonia furono consegnate simbolicamente le chiavi al sindaco Nicolae Gane e, seguì lo spettacolo “Overture Nazionale” di Al. Flechtenmacher, i vaudeville “Musa da Burdujeni” di Costache Negruzzi, e “Cinel-cinel” di V. Alecsandri e, la commedia in versi “Il poeta romantico” di Matei Millo. Il ricavato ottenuto fu donato ai poveri della città.

L’edificio è un gioiello di architettura neoclassica. Fu costruito secondo i progetti degli architetti viennesi Fellner e Helmer che progettarono i teatri di Vienna, Praga, Cernăuţi, Odessa, Cluj etc. Gli architetti introdussero anche degli elementi innovativi, presenti nelle decorazioni geometriche moderniste dei balconi esterni e nei capitelli delle colonne composite all’ingresso, che contengono una libbra di metallo inserita finemente. Il timpano triangolare sopra il portico raffigura, in altorilievo, personaggi mitologici in movimento. Nel mezzo, Calliope, la figlia di Zeus, considerata la musa della poesia lirica e dell’eloquenza, “padrona di tutte le muse”, suggerisce il canto, la musica, la filosofia. Essa è affiancata da Ercole con il leone e da Dioniso con la tigre, simboli del potere e carattere festoso delle rappresentazioni teatrali. Agli angoli del frontone, Sofocle tiene in mano la maschera della tragedia e, Aristofane, “il principe della commedia antica” è posto vicino alla maschera allegra. Sopra l’edificio domina un cigno grazioso con il collo ricurvo, un possibile riferimento al teatro “Swan” di Shakespeare o al Lago dei Cigni. La ricca araldica sulla facciata presenta lo stemma della Romania di quei tempi (Moldova, Muntenia, Oltenia e Dobrogea) e lo stemma della città di quel periodo, una torre circolare con due pesci alla base. Durante l’ultimo restauro vennero aggiunte le corone reali sopra il portico, rimosse dal regime comunista dopo il 1947.

L’incursione all’interno si sviluppa attraverso l’atrio, dove due imponenti scalinate conducono al primo piano, davanti al foyer deli palchi che ospitano una piccola mostra di costumi storici indossati da Gr. Manolescu nel ruolo di Amleto, Matei Millo in Barbu Lăutaru e Miluţă Gheorghiu nella famosa Madame Chiriţa. La platea dispone di 750 posti a sedere su tre livelli, il primo piano dedicato esclusivamente ai palchi. Sul lato sinistro del palcoscenico si trova il palco reale con lo stemma della Romania e, sul lato opposto, vi è il palco delle personalità dell’amministrazione locale, con lo stemma di Iaşi.

La grande sala è decorata con elementi scultorei e pittorici di ispirazione barocca e rococò, tutte valorizzate dal lampadario di cristallo di Venezia con 109 lampadine e 1418 lampade elettriche. Il soffitto, dipinto in colori pastello da Alexander Goltz, si ispira alle favole, rappresentate da allegorie paradisiache, ninfe e amorini incorniciate dagli stucchi in stile rococò. Il sipario fu dipinto dal maestro viennese Lenz e ultimato da un suo discepolo, con, in centro, raffigurata l’allegoria della vita, con le sue tre fasi e, a destra, l’allegoria dell’Unità dei Principati (Moldova e Valacchia nel 1859). Il sipario, delle volte, all’inizio delle rappresentazioni importanti, scende per essere ammirato dal pubblico. Il sipario di ferro, dipinto da Al. Goltz, con motivi ornamentali disposti simmetricamente, separa ermeticamente il palcoscenico dalla platea. Furono utilizzati circa 7 kg di oro per ricoprire gran parte degli stucchi nella sala grande.

Le rappresentazioni si svolgono anche presso la Sala Studio “Teofil Vâlcu” sita in mansarda e, all’esterno dell’edificio, si trova la Sala “Fabbrica di Teatro” che ospitò la prima centrale elettrica a Iaşi e la Sala “Teatro Cubo” inaugurata nel 2008, e a cui, nello stesso anno, fu assegnato il Premio Nazionale di Architettura. Secondo una classifica realizzata dalla BBC, il Teatro Nazionale Vasile Alecsandri è stato designato quale secondo teatro “mozzafiato” al mondo, diventando negli ultimi anni una vera e propria attrazione turistica.

Orario visite: mattina 10-14, su appuntamento.

Traduttrice – Mihaela CUCU

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