La Piazza dell’Unità rappresenta un punto di riferimento spaziale della città, l’incrocio di tre grandi arterie stradali: corso Stefan cel Mare (ex Strada Grande), via Alexandru Lăpuşneanu (ex Strada serba) e via Cuza Vodă (ex Golia).

La Piazza ha un significato speciale per i romeni, perché davanti alla locanda Petre Bacalu (in passato situata dove si trova l’attuale parcheggio di fronte al Cinema Victoria) per la prima volta, nel 1857, i romeni si unirono in girotondo per ballare la “Hora Unirii“, e, successivamente, dopo l’annuncio dell’Unità dei Principati il 24 gennaio 1859 realizzata dalla doppia elezione del principe Alexandru Ioan Cuza. Questo momento storico è rappresentato da un famoso dipinto di Costache Agafiţei, artista di Iaşi, presso il Museo dell’Unità. Nello stesso luogo si tenne la prima manifestazione dell’unità della nazione attraverso il giuramento dei volontari transilvani per la liberazione della Transilvania nel 1917.

Fino al 1877 sul luogo dell’Hotel Traian c’era una fila di botteghe del sindaco Scarlat Pastia. Quest’ultimo decise la loro demolizione e la costruzione di un bell’edificio per ospitare il Teatro Nazionale. Il sindaco, fu molto contento dai progetti del famoso architetto Gustave Eiffel (di Iaşi), ovvero – muro e capannone in ferro (1873) e il ponte sul Prut a Ungheni (1877). Il primo edificio con struttura in metallo della città fu costruito secondo i piani di Eiffel nel 1879, prima che questi progettasse la Torre di Parigi. A causa di enormi costi, il sindaco dovette vendere l’edificio e il prossimo proprietario lo trasformò in albergo.

La piazza cominciò ad ampliarsi con la demolizione di alcune costruzioni nel 1881, diventando un luogo di convergenza e di incontro della cittadinanza. Sin dalla morte del principe Alexandru Ioan Cuza nel 1873, gli storici di A.D. Xenopol e Nicolae Iorga si preoccuparono per la costruzione di un monumento dedicato a Cuza. Gli avversari politici resero difficile raccolta di fondi, però, dopo molte insistenze, il Re accettò di contribuire alla costruzione della statua. Così, nel 1912, avvenne, a Iasi, l’inaugurazione alla presenza del re Carol I. Il monumento realizzato in bronzo e il gruppo statuario nella parte inferiore dell’opera, che rappresenta i suoi principali consiglieri (Kogalniceanu C. Negri, N. Kretzulescu ed il generale IE Florescu,) sono l’opera dello scultore italiano Raffaello Romanelli.

La vecchia piccola ed elegante piazzetta, con i suoi famosi pub e ristoranti bohemien, fu completamente modificata sia dopo i bombardamenti del 1944, sia a seguito del progetto di sistematizzazione del periodo comunista. Spariscono la locanda Bacalu, le Case Motaş o il Circo e il cinema Sidoli. La linea del tram che collega la strada Cuza Voda all’attuale Corso Indipendenza passava davanti alla statua e alla spianata. Nel 1961, raggiunse la sua forma attuale, molto più grande e più spaziosa, fiancheggiata dagli alberghi Traian e poi Unirea (1969), dal cinema Victoria, dal Palazzo Braunstein (1911), dalla libreria Junimea e dai condomini popolari con negozi e mostre d’arte al piano di sotto e mezzanino.

Da notare il mosaico simbolico realizzato in marmo (1962) che raffigura la legenda della nascita della Moldova. Il cronista Grigore Ureche racconta che Dragoş Vodă, Principe di Maramureş “smontato” nel nord della Moldova, avrebbe perso la sua cagnolina di nome Molda durante la caccia ad un uro (antenato dell’attuale bisonte), annegata nelle acque veloci del fiume nelle vicinanze. In sua memoria, Dragoş chiama quel fiume “Moldova”, il nome fu poi adottata dallo Stato formato lungo le rive del fiume.

La Piazza dell’Unità mette in evidenza i tre pilastri della nazione Traiano – l’inizio della civiltà daco-romana, Dragoş – fondatore della Moldova e Alexandru Ioan Cuza – l’artefice della Romania. E’ il principale luogo della manifestazione pubblica di Iasi, dove ogni anno, il 24 gennaio, migliaia di persone si riuniscono per celebrare il giorno dell’Unità, ballando, “Hora Unirii” intorno alla statua di Cuza.

Per maggiori informazioni sull’architettura della piazza, clicca qui.

Traduttrice – Mihaela CUCU

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