Il complesso Metropolitano a Iaşi è anche chiamato “la Gerusalemme Moldava” o “la Madre delle chiese moldave” dato che vi è la sede regionale della chiesa ortodossa.

La sede fu spostata da Suceava a Iaşi nel 1677 dal principe Antonie Ruset e dal Metropolita Dosoftei al fine di rispettare la tradizione bizantina con entrambe le amministrazioni, reale ed episcopale, nella stessa località. Il trasferimento in questa sede avvenne dopo un periodo presso la chiesa San Nicola Principesco, alla corte reale.

Il complesso è formato, nella parte centrale dalla Cattedrale Metropolitana (1887), ad est, verso il viale, dalla Chiesa di San Giorgio (1769), ed a sud dal Palazzo Metropolitano (1905). Alla fine dei lavori, ultimati nel 1962, furono ricostruite o ristrutturate una serie di pertinenze: nella zona sud-ovest la Cancelleria Metropolitana, a nord-ovest la Biblioteca ecumenica “Dumitru Stăniloae” e a nord la casa monacale San Giorgio (ala destra) e la “Casa Epivata” (ala sinistra). A seguito di recenti restauri nel 2016, nel seminterrato della Cattedrale Metropolitana è stato allestito un elegante Museo Metropolitano, sotto il terrazzo sito ad ovest e sotto la Fontana di Hodocin o “fontana gotica”, una vecchia fontana in ferro battuto realizzata nel 1851 dall’ingegnere ceco Mihailik di Hodocin.

La chiesa di San Giorgio o la “Vecchia cattedrale metropolitana” fu completata nel 1769 ed è dedicata alla vita monastica. Ha una tipica struttura moldava, con una forma snella e di medie dimensioni. Essa colpisce per le sue massicce colonne corinzie, arcate trilobate disposte in volte a crociera gotica oppure i mosaici nel portico rivestito con lapidi. La facciata è decorata con pilastri corinzi e una cintura intrecciata, simbolo dell’infinito e della Divinità.

Nel 1833 iniziarono i lavori per la costruzione della cattedrale dopo la demolizione della chiesa Stratenia (“Candelora”) del 1682, a sua volta costruita sulle rovine della Chiesa Bianca del 1472. L’architetto viennese Gustav Freywald scelse lo stile architettonico neoclassico influenzato da forme rinascimentali italiane, ispirandosi ad alcune grandiose proporzioni delle cattedrali occidentali, con una capacità di oltre 3000 persone. La costruzione, in origine, prevedeva una grande cupola centrale (stile basilica di San Pietro a Roma), invece, il peso eccessivo provocò delle crepe nel muro portante che successivamente crollò (1839). Dopo 40 anni di abbandono, i lavori furono ripresi dall’architetto Alexander Orăscu, rettore dell’università di Bucarest, che rinunciò alla cupola centrale, sostituendola con un sistema di quattro volte separate da arcate trasversali, conservando, tuttavia, le quattro torri laterali. L’inaugurazione della Cattedrale nel 1887 avvenne in presenza del re Carol I di Romania il quale contribuì con rilevanti donazioni all’ultimazione dei lavori. Sul piedestallo nella parte destra della navata centrale furono trasferite, due anni più tardi, le reliquie di Santa Parascheva dal Monastero Tre Gerarchi, insieme ad alcune delle reliquie di San Giorgio Grande Martire.

Sopra l’ingresso, sulla parete ovest, colpisce il mosaico semicircolare a volta che rappresenta il nostro Signore a Gerusalemme, e, sopra di esso, il bassorilievo raffigurante San Giorgio. La chiesa ha una forma basilicale con tre navate separate da archi rivestiti in marmo ed elementi decorativi rinascimentali. L’affresco delle pareti interne in stile rinascimentale fu realizzato dal grande pittore Gh. Tăttărescu (n. a Bucarest) e le finestre sono decorate con vetrate. Sulla parete dell’ingresso principale si può ammirare l’affresco raffigurante il re Carlo I e la regina Elisabeta, fondatori della Cattedrale, ed i Metropoliti Veniamin Costache e Iosif Naniescu (il primo, l’iniziatore ed il secondo che portò a compimento il progetto). L’iconostasi risalta per la scultura ornamentale, con motivi vegetali (steli, fiori e foglie d’acanto, in legno di tiglio rivestito in foglia d’oro). I troni reale e vescovile, posti davanti ad esso e riccamente decorati dominano la navata della cattedrale. L’icona ortodossa della Vergine Maria ha un particolare significato per i fedeli in quanto considerata miracolosa perché vista lacrimare nel 1854.

I giorni festivi della città di Iaşi sono legati alla celebrazione della Santa Patrona della città, Santa Parascheva (14 ottobre), quando vi è il più grande pellegrinaggio ortodosso in Romania (circa mezzo milione di pellegrini). La cattedrale rappresenta un magnifico luogo di preghiera e di silenzio, dove i fedeli, di tutte le età entrano alla ricerca di un avvicinamento alla spiritualità.

Il Museo Metropolitano nel seminterrato della Cattedrale offre un’esperienza indimenticabile attraverso la visita dei sette saloni tematici: la Sala Sinaxar, la Sala delle offerte, la Sala dei fondatori, la Sala Ekklesia (“chiesa”), il labirinto chiamato “Via Crucis”, la Sala di storia spirituale della Moldova e la Sala battistero con un’impressionante affresco neo -bizantino del maestro Grigore Popescu.


La vita di Santa Parascheva

In greco, paraskevi significa “formazione” o “venerdì”. Per il popolo, Santa Parascheva era conosciuto come Santa Venerdì. Nacque nel villaggio di Epivat (oggi Selimpaşa, vicino Istanbul) nella prima metà dell’XI secolo. Conquistata dalla parola evangelica che aveva sentito dall’età di 10 anni, cominciò a donare i suoi vestiti ai poveri, cosa che preoccupò i genitori. Non potendo più sopportare le torture ed i maltrattamenti subiti da parte dei suoi genitori, abbandono la casa andando nel deserto, ove il digiuno e la misericordia fecero sempre parte integrante della sua vita. Partì per Costantinopoli, e, poi, al Monastero di Heraclea, dove fece delle buone azioni. Dopo aver visto Gerusalemme, andò sulla valle del Giordano dove rimase in un monastero di monache. Venne sepolta nella terra natia e, dopo un secolo, fu canonizzata.

Traduttrice – Mihaela CUCU

Help us improve the translation for your language

You can change any text by clicking on (press Enter after changing)

X