La Casetta nella borgata Ţicău o “bojdeucă” ospitò Ion Creangă dall’estate del 1872 e fino alla sua morte nel 1889.  Esso fu scomunicato e costretto a lasciare la casa all’interno del monastero Golia. La Bojdeuca aveva un rialzo ad ovest, dove si trova anche la porta ingresso e un patio, ovvero, una loggia popolare con un generoso panorama, all’est, verso le colline e Şorogari e Ciric. Lo scrittore si trasferì qui nella stanza a destra mentre, in quella di sinistra abitava, Ecaterina (Tinca) Vartic, la donna che si prese cura di Creangă. Grazie alla sua dedizione, Ion Creangă nel 1879 acquistò la casa a nome di Tinca.

Nel 1876, per 6 mesi e mezzo, lì visse anche il suo caro amico e fratello letterario, il poeta Mihai Eminescu, un periodo ricordato con piacere da entrambi gli scrittori. Pochi mesi dopo la morte di Creangă, Tinca si risposò, abbandonando la casetta. Dopo la sua morte, Constantin Creangă, figlio dello scrittore, insieme ad un gruppo di amici e fan, riacquistarono la proprietà per la ristrutturazione.

Ion Creangă organizzò il luogo sul modello della casa dei genitori a Humuleşti, con mobili rustici, stoviglie in legno o in ceramica, realizzando una consapevole imitazione della casa d’infanzia. La stufa, il forno, le pentole con “sarmale” (involtini di carne e cavolo), il tavolo rotondo in legno con tre gambe, pavimento di argilla invaso da numerosi gatti, rappresentavano punti di riferimento familiari per il vispo narratore nella città di Iaşi, non sempre ospitale. Creangă preferiva dormire fuori, in veranda, dalla primavera fino all’autunno. La stanza di lavoro conserva la sua scrivania insieme ai manoscritti dello scrittore, la lampada, la penna, il calamaio, la scatola di sabbia, lo scrigno che ricorda quello di Eminescu e tanti altri oggetti originali. Tutte le storie ed i più noti Ricordi dell’infanzia furono scritti nella bojdeuca.

Il 15 aprile 1918, bojdeuca “Ion Creangă” in Ţicău entrò a far parte dal circuito museale, diventando il primo museo commemorativo in Romania. Con il tempo, bojdeuca di Ion Creangă diventò il museo più visitato a Iaşi, con oltre 100.000 visitatori ogni anno, luogo che offre una visione vivida e affascinante della vita e dell’opera dell’insolito scrittore moldavo. Nel 1968, nel cortile della bojdeuca venne installato il busto di Ion Creangă realizzato in granito dallo scultore Iftimie Bârleanu. L’edificio all’interno del cortile che ospita la mostra documentaria “La vita e l’opera di Creangă”, la biblioteca e il fondo documentario creato il 15 aprile 1918 e l’anfiteatro all’aperto (progetti dell’architetto Virgiliu Onofrei di Iaşi) furono costruiti tra il 1984 – 1989 ed inaugurati l’11 giugno 1989.


L’amicizia tra Mihai Eminescu e Ion Creangă

L’amicizia tra il poeta Mihai Eminescu e lo scrittore Ion Creangă rimase inscritta nella storia della letteratura romena. Probabilmente si incontrarono alla fine del 1874, e i due diversi temperamenti si completarono l’un l’altro, inaugurando un’amicizia che durò fino alla fine della loro vita. Creangă, con la sua caratteristica verve rivelò a Eminescu gli angoli bohemien di Iaşi. Eminescu riconobbe il genio di grande narratore del suo amico e lo incoraggiò a scrivere. Fu lo stesso Eminescu a presentarlo alla Junimea assicurandole in tal modo un benmeritato riconoscimento. Nel 1876, dopo essere stato licenziato dall’incarico di ispettore scolastico, Eminescu abitò per 6 mesi sei nella bojdeuca di Creangă. I due rimasero stretti amici per tutta la vita e Creangă fu profondamente amareggiato quando Eminescu fu trasferito a Bucarest.

Traduttrice – Mihaela CUCU

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